HOME > GRUPPO DI LAVORO > CALENDARIO RIUNIONI >
VERBALE COMITATO TECNICO 23 giugno 2004

Luogo:
Centro Rilevamento Ambientale, Sirmione

Ordine del giorno:

1. approvazione del verbale della riunione precedente;
2. dati provinciali;
3. incontri con i sindaci;
4. calendario degli incontri con esperti;
5. costruzione delle alternative;
6. discussione sulla fattibilità delle azioni emerse dagli incontri di partecipazione;
7. varie ed eventuali.


Esiti della riunione:

1. Il verbale viene approvato all’unanimità.


2. Non è possibile discutere di dati provinciali a causa dell’assenza del responsabile.


3. Si discute su modalità e tempi per effettuare prima delle ferie estive un incontro con i sindaci, come emerso dalla riunione del Comitato Direttivo.


4. Viene presentato un elenco di possibili esperti da contattare per approfondire la definizione delle alternative; i presenti si riservano di valutarlo con più tempo a disposizione e di inviare in seguito propri commenti e integrazioni.


5. Si accenna all’idea di come saranno raggruppate le azioni a costruire alternative: Alternativa zero, Alternativa 1 in cui i comuni intraprendono iniziative di sostenibilità ma in cui ciascuno affronta i propri problemi e sfrutta le proprie potenzialità in maniera individuale, e Alternativa 2, in cui i tre comuni affrontano in maniera integrata problemi e potenzialità del territorio.


6. La riunione prosegue poi con una discussione analitica sulle azioni emerse dagli incontri di partecipazione, finalizzata a capire quali siano già in corso o in programma da parte della Pubblica Amministrazione e, eventualmente, quali siano gli spazi e le condizioni per la loro realizzazione concreta.
A tal fine, si è passato in rassegna il documento che riassume le proposte d’azione e, una per una, ciascun tecnico ha raccontato quali iniziative analoghe fossero in atto o previste all’interno del proprio comune (Allegato A).

 

Allegato A

 

Settore: Valorizzazione del territorio

 

Organizzazione di eventi (spettacoli teatrali, musicali), anche presso le emergenze storico-artistiche

A Pozzolengo nei giorni 10 e 11 luglio 2004 si svolgerà la manifestazione “Artigiani al Castello”, con gazebo per esposizione dei prodotti artigianali e anche momenti di degustazione.
Per questo tipo di attività talvolta la Provincia concede finanziamenti, mentre gran parte dell’organizzazione è in genere affidata a società private, spesso legate alla Camera di Commercio.
Il Comune concede l’utilizzo del suolo pubblico a titolo gratuito, nonché parte del proprio personale per l’organizzazione della manifestazione e per garantire i servizi essenziali (luce, acqua, etc.). In questo caso si dice che il Comune dà il patrocinio per una manifestazione. Nel caso in cui il Comune neghi il patrocinio, i privati possono svolgere la propria manifestazione dietro il pagamento di una somma di denaro per “l’affitto” dell’area che intendono occupare.
Per rappresentazioni teatrali o musicali, invece, spesso l’iniziativa è di associazioni private, che chiedono al comune l’autorizzazione a concedere ad esempio gli spazi antistanti il Castello (piazza Ugo Mulas).
In generale, oltre a manifestazioni estemporanee di questo tipo a Pozzolengo ogni anno si svolgono sagre tipiche (Palio della pasta, Sagra di S. Lorenzo).
A Sirmione ogni anno viene redatto un calendario delle manifestazioni culturali, a cura dell’Assessorato al turismo e al bilancio. Sono solitamente organizzati piccoli spettacoli, concerti, rappresentazioni di burattini, etc., dislocati in piazze e spiagge del centro storico e nelle frazioni. Quest’anno, a causa delle elezioni, il calendario si presenta più fiacco del solito.
In futuro si potrebbe pensare a una visione integrata, in cui al Consorzio Riviera del Garda – Colline Moreniche sia demandata la possibilità di rilasciare autorizzazioni per le manifestazioni, così da poter organizzare gli eventi in maniera articolata e coerente sul territorio (no a sovrapposizione di eventi nella stessa serata in due comuni diversi, etc.). Inoltre, il consorzio potrebbe anche mettere a disposizione una parte di fondi, e fare da tramite con la Provincia per poter usufruire dei fondi che questa mette a disposizione.

 

Percorsi integrati

Non risulta che si organizzi alcunché di questo tipo a Pozzolengo. A Sirmione il Consorzio Lugana, in collaborazione con alcune associazioni ha organizzato la rassegna Luganeggiando, che prevedeva un percorso in bicicletta con la visita presso aziende agricole. La rassegna include nel percorso soprattutto aziende agricole nel Comune di Peschiera in Veneto.

 

Promozione dei prodotti tipici

A Pozzolengo l’anno scorso si è svolta una fiera in cui hanno presentato il salame con il marchio DECO. Presso la palestra della scuole elementari si è poi svolta una rassegna in cui i produttori locali hanno potuto esporre i propri prodotti, organizzata in collaborazione con Slow Food.
L’ASCOM di Sirmione organizzava serate di promozione del pescato locale, anche nei mesi invernali.

 

Riqualificazione delle emergenze architettoniche e archeologiche

A Pozzolengo è stata in parte riqualificata la chiesa interna al complesso del castello: dall’interno della chiesa, senza tetto, sono stati rimossi serbatoi in cemento armato che occupavano parte della superficie. Un progetto di recupero potrebbe ora partire, mediante l’inserimento nel piano triennale delle opere, se il Comune riuscisse a trovare i finanziamenti necessari. Il restauro da parte di privati sembra poco probabile, poiché si tratta di un’area vincolata come monumentale, sottoposta quindi a rigide limitazioni, e soprattutto poiché sarebbero sottoposti a vincoli dettati da una concessione all’utilizzo stipulata con il comune. Per capire che tipo di vincoli siano vigenti, soprattutto in termini degli usi consentiti, occorre fare riferimento alla soprintendenza ai beni architettonici.
Il complesso del castello è stato oggetto di lavori di riqualificazione significativi: sono state realizzate strade e sotto-servizi, le reti tecnologiche e sono stare rimosse baracche abbandonate.
Partirà a breve la riqualificazione di Villa Albertini, di proprietà della Don Gnocchi, per la quale è stato presentato un piano di recupero, che prevede una convenzione con il Comune per utilizzare la corte e una parte del rustico, all’interno del quale verranno collocate biblioteca e sala civica; il terreno agricolo circostante verrà acquisito dal Comune tramite esproprio bonario e verrà trasformato in parco comunale; inizialmente l’area manterrà la destinazione d’uso a seminativo; man mano che si renderanno disponibili i fondi, verrà attrezzata l’area a parco urbano. Si potrebbe valutare l’idea di destinare il terreno a bosco, in collaborazione con l’ERSAF (cfr. esperienza Brescia).
Nelle Norme Tecniche di Attuazione del PRG del comune di Pozzolengo il piano di recupero viene richiesto per la riqualificazione di strutture monumentali o quando con la riqualificazione di insediamenti se ne chiede anche il cambiamento di destinazione d’uso e la suddivisione dell’insediamento in un numero di unità immobiliari superiore a quello iniziale. Una volta approvato il piano di recupero, il privato deve concedere standard al comune o monetizzare gli standard.
Questo provvedimento riguarda tipicamente la riqualificazione di cascine abbandonate poste in zone agricole, per le quali si vuole ottenere lo status di zone residenziali. Dal punto di vista del Comune istituire la possibilità di effettuare piani di recupero significa concedere un forte incentivo alla riqualificazione e al recupero di insediamenti dismessi; la possibilità di presentare piani di recupero è stata inserita nel vigente PRG, nei precedenti non era contemplata.
L’elevata dimensione delle cascine esistenti nel territorio di Pozzolengo (mediamente possono contenere una trentina di appartamenti di 80 metri quadri), tuttavia, rende molto elevato il rischio di interventi speculativi.(A parziale tutela da interventi speculativi, il comune di Pozzolengo ha istituito il taglio minimo per gli appartamenti pari a 60 mq nel centro storico, 72 nella restante parte del comune. A Sirmione tale limite è fissato a circa 35 mq.). Sarebbe ideale riuscire a riqualificarle come sede di scuole, centri culturali, biblioteche, etc., come ad esempio hanno fatto a Colorno con l’università del gusto di Slow Food. A tal fine potrebbe essere sensato istituire incentivi specifici per università, centri di ricerca, pubbliche amministrazioni, che prevedano l’azzeramento degli oneri di urbanizzazione.
Tra gli altri interventi attuati recentemente dal comune o in programma sono da ricordare l’ampliamento, ristrutturazione e restauro conservativo del cimitero e l’ampliamento del campo sportivo.
Righetti verificherà se sono previsti incentivi per il recupero degli edifici interni alle mura del castello, e in caso affermativo di che tipo di incentivi si tratta.
Sarebbero infine da recuperare l’area intorno alla parrocchia (teatro e campo da calcio), di proprietà della Curia, e l’abbazia di S. Vigilio, di proprietà privata e vincolata dalla soprintendenza. Sono state avanzate proposte di recupero di quest’area, ma d’impronta tipicamente speculativa, bloccate dal Comune e dalla Soprintendenza.
A breve partiranno le opere per la riqualificazione del centro sportivo e forse partiranno opere di ristrutturazione dei sottoservizi del centro storico, con eventuale creazione di nuove aree pedonali, per completare le attività intraprese con la creazione dei percorsi pedonali nel centro storico recentemente conclusa.
A Sirmione è in corso la riqualificazione del complesso archeologico di S. Salvatore. La riqualificazione di Punta Grò con realizzazione del museo della pesca è da tempo inserita nel piano triennale delle opere pubbliche, ma non è ancora partita. Poiché quest’anno compariva nel programma elettorale del sindaco, c’è da immaginarsi che venga realizzata. Per il finanziamento delle attività, oltre a ricorrere a fondi privati si potrebbe accedere a parte dei finanziamenti disponibili presso la Provincia, settore caccia e pesca, oppure attività produttive oppure identità culturali. Si potrebbero poi anche ottenere fondi da privati, come ad esempio i proprietari dello scheletro di edificio che si affaccia su Punta Grò, se vedessero sbloccata la pratica che impedisce il completamento dell’opera.
Per quanto riguarda il Castello, occorre contattare la Soprintendenza per capire quali attività siano previste.
Sono appena partiti i lavori di ristrutturazione della chiesa di S. Anna, mentre per informazioni circa la riqualificazione delle chiese di S. Vito e S. Maria Maggiore, entrambe in condizioni pericolanti, occorre contattare la Curia che ne è proprietaria, in supporto della quale il Comune potrebbe intervenire con un contributo.

 

Incentivi per l’apertura di esercizi di vicinato nei centri storici

Per Pozzolengo, a parte il castello, si può affermare che il centro storico è vivo, non si vede la necessità di nuovi esercizi commerciali.
Come forma incentivante a livello comunale sembra possibile unicamente agire sull’ICI o sulla Tassa Rifiuti.
Centri commerciali di grandi dimensioni sono vietati in tutti e tre i comuni.

 

Linee guida per l’aspetto estetico degli edifici

L’idea di linee guida per materiali, colori e forme, da uniformare nei tre comuni o per lo meno nelle parti confinanti è certamente condivisibile.

 

Vincoli di inedificabilità all’interno dei coni ottici

Il PRG di Pozzolengo comprende una tavola che individua aree vincolate all’interno di coni ottici da punti di pregio paesaggistico. Per chiarimenti in proposito si rimanda al PRG. Occorre inoltre verificare se vincoli di questo tipo sono già in vigore anche a Sirmione e Padenghe.

 

Contrastare la spersonalizzazione del territorio

Nel realizzare parchi urbani si potrebbe imporre l’utilizzo di piante autoctone al posto di specie esotiche.

 

Divieto di barriere e recinzioni non eco-compatibili

A Pozzolengo sono consentite unicamente recinzioni a staccionata o in reti metalliche, sono vietati i muretti (in zona B e C sono consentiti muretti per un’altezza pari a circa 3 metri, ma generalmente non si permette che superino 1,5 m).

 

Uniformare le insegne

Sia a Pozzolengo che a Sirmione è in vigore il piano delle insegne. Quello di Pozzolengo deve essere probabilmente aggiornato. Quello di Sirmione impone che le insegne non possano avere un luce propria ma debbano brillare di luce riflessa.

 

Uniformare l’arredo urbano

La scelta dell’arredo urbano dipenda anche dal budget del singolo comune. Quello che è certo è che all’interno del singolo comune l’arredo dovrebbe essere omogeneo (ad esempio, a Sirmione sono state installate tre nuove pensiline per l’attesa dell’autobus, e sono tutte diverse tra loro).
Ogni comune potrebbe dunque adottare linee guida per l’arredo urbano, proponendo uno stile comune almeno per le aree di confine.

 

Alaggi

Molti dei clienti del campeggio di Punta Grò a Sirmione utilizzavano uno scivolo per le barche; da quando è stato chiuso, sembra che l’affluenza dei turisti al campeggio sia diminuita.
C’è la proposta di realizzare un alaggio presso la sede dei Volontari del Garda; poiché si tratta di una zona molto bassa, sarebbe necessario uno scivolo lungo fino a 300 metri, che inoltre rischierebbe di riempirsi di alghe. Si tratta di una proposta poco condivisibile. Per il problema degli alaggi servirebbero piuttosto interventi forti da parte del comune, per riappropriarsi delle aree demaniali attrezzate abusivamente dai privati in modo da consentire l’alaggio delle imbarcazioni o tirando a riva le stesse, etc. Servirebbe almeno un punto di alaggio per comune, da identificare in modo opportuno, tenendo conto delle variazioni di livello del lago, considerando che l’alaggio deve essere accessibile d’estate. Ad esempio, si potrebbe garantire dello spazio per l’alaggio all’interno dei porti (è il caso del Porto nuovo in Lugana).

 

Dotare le spiagge di bagnini e di un servizio di pulizia frequente

I bagnini sono obbligatori per le spiagge attrezzate e a pagamento, facoltativi per quelle attrezzate ma libere, come quelle di Sirmione. Il servizio bagnini è molto costoso. Per le spiagge di Sirmione servirebbero circa 200 milioni di lire all’anno.
La pulizia delle spiagge (svuotamento dei cestini tutti i giorni) è a carico del Comune; spesso la pulizia più approfondita viene svolta dalla cooperativa dei noleggiatori.
Per la sicurezza dei bagnanti sarebbe opportuno delimitare chiaramente gli spazi d’acqua a 200 metri dalla riva, nei quali interdire l’accesso ai motoscafi a meno di appositi corridoi presso i pontili di ingresso/uscita (attualmente l’accesso è consentito, purché a velocità molto ridotta).

 

Promozione e fruizione delle aree di pregio naturalistico

A Pozzolengo per la palude Mantellina e il fosso Redone è in vigore il vincolo ambientale, adesso regolato dal d.lgs. 42/2004 (codice Urbani dei beni culturali e del paesaggio).
Per quanto riguarda il Parco delle Colline Moreniche, le prime idee circa la sua istituzione risalgono a quasi 20 anni fa. Da due anni è nata l’Associazione delle associazioni che lo promuovono. Il parco comprenderebbe 41 comuni, 3 province, 2 regioni, per circa 300.000 persone, e si collegherebbe al Parco dell’Alto Garda Besciano nonché al Parco del Monte Baldo e al Parco del Mincio.
Probabilmente le limitazioni che prevedrà saranno molto limitate: si tratterà di un parco agricolo, con il blocco delle nuove espansioni edilizie. Ogni comune sarà chiamato a indicare quali delle aree del proprio territorio saranno inserite nel parco.
Sulla modalità concrete di realizzazione, è poco probabile che il parco venga istituito a partire da zero. È molto più probabile che ciascun comune metta a tutela aree del proprio territorio, per poi unificarne le modalità di tutela sotto l’insegna del parco delle colline moreniche. Ad esempio, Lonato ha già iniziato a tutelare alcune aree, così come Desenzano, che ha proposto un PLIS al confine con Sirmione.
Pare dunque strategico fare attività di pressione sui singoli comuni per iniziare a mettere sotto tutela singoli punti di pregio.
Secondo quest’ottica il soprintendente ai beni culturali (Rinaldi) ha proposto l’istituzione del parco delle battaglie storiche, che potrebbe estendersi da Solferino a Desenzano. Sono previsti alcuni monumenti commemorativi e forme di tutela sulla parte agricola del territorio.

 

Salvaguardare le aree agricole

Le amministrazioni comunali non possono istituire fondi per incentivare l’agricoltura biologica: è necessario fare riferimento ai fondi erogati a livello regionale e comunitario. Il ruolo dei comuni potrebbe essere quello di fare animazione agricola, cioè pagare persone esperte per spiegare agli agricoltori quali strade seguire per ottenere fondi UE o regionali, nonché i benefici derivanti dall’utilizzo di diverse tecniche di coltivazione.
Le amministrazioni comunali potrebbero inoltre incentivare la creazione di marchi unici di agricoltura biologica di un certo territorio, oppure i mercatini biologici, dando il patrocinio.
Altrimenti, il comune può come al solito ricorrere a incentivi su ICI e Tassa Rifiuti.
La difficoltà tecnica che deriva dall’utilizzo di metodi biologici per la coltura della vite (in particolare su un terreno argilloso, che è maggiormente soggetto a malattie fungine, da debellare con prodotti chimici) potrebbe essere risolta incentivando attività di ricerca: il fallimento di tecniche biologiche per la vite potrebbe essere dovuto al fatto che finora sono state effettuate sperimentazioni unicamente su sistemi di ridotte dimensioni. Sarebbe opportuno incentivare la ricerca su larga scala, per adattare le tecniche biologiche su piccola scala a produzioni su larga scala.
Si potrebbe altrimenti stimolare la produzione con lotta integrata, ponendo limiti all’uso dei concimi chimici (misura agroambientale F dei fondi della Regione Lombardia).

 

Incentivi per agriturismo e B&b

Potrebbero aver senso per Pozzolengo, dove la ricettività è nulla o quasi. Si scontrano però con il problema della ristrutturazione delle cascine, date le loro notevoli dimensioni: più che agriturismi, le cascine sembrano adatte a costruire alberghi di grandi dimensioni, che però non sono ben visti dall’amministrazione comunale
Qui bisognerebbe integrare con discorso su residenti, alberghi, seconde case: sembra che le prime case portino una pressione sul territorio che è certa, mentre le seconde case per lo meno per alcuni giorni all’anno non comportano pressione.
Attualmente le cascine sono ristrutturate come appartamenti, nella maggior parte dei casi, che possono essere utilizzati indifferentemente come prima o seconda casa; deve comunque essere rispettato il vincolo dimensionale imposto in precedenza.
L’utilizzo come seconda casa è comunque preferibile dal punto di vista dei costi per il comune in quanto richiede un numero di servizi decisamente inferiore; non è infatti necessaria la realizzazione di nuove scuole o ospedali e spesso il servizio di gestione e smaltimento dei rifiuti può essere limitato a brevi periodi nell’arco dell’anno. Contemporaneamente per le seconde case la riscossione dell’ICI porta ad introiti maggiori a fronte di pari oneri di urbanizzazione.
Al momento non sembra quindi che in Pozzolengo si avverta la spersonalizzazione dei siti dovuti alle seconde case, ma anzi la possibilità di investimento dei non residenti rende conveniente la ristrutturazione delle cascine che altrimenti giacerebbero abbandonate.